giovedì 31 agosto 2017

Episodio 6: Gli occhi di Jude

Se non hai letto la prima parte eccola qui: Prima parte.
E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.


"Ma se qui mettiamo un po' di blu ci rendiamo conto che l'atmosfera del dipinto si fa subito più fredda. La chiameremo invernale. I colori freddi sono appunto il blu, l'azzurro, il verde...".
Il tutore Carl dipingeva su una grossa tela di pelle di maiale davanti a loro, tutti, indistintamente scrivevano qualsiasi parola uscisse dalla sua bocca...tutti tranne Lena.
Lei ancora viveva i momenti della notte appena trascorsa: notte costellata di urla, assordanti rumori e poi...interrotta da un unico enorme, indistinto tonfo.
Successivamente c'era stato il silenzio, il sollievo che fosse tutto finalmente finito.
"Si sono arresi" aveva pensato Lena, e la mattina non aveva fatto domande alla vista della porta sprangata e di alcune finestre rotte.
"Faremo riparare tutto", le aveva detto sua madre, gli occhi pieni di lacrime...perché il suo bel palazzo non era più impeccabile.
"E' durata poco" - "pochissimo, conosci tuo padre, è uno che sa prendere in mano la situazione".
"...Saia dipingi qui sopra un cielo e delle nuvole, un villaggio simile al nostro, dandogli le caratteristiche di una stagione precisa, voglio che gli altri indovinino a quale periodo dell'anno hai pensato...".
Saia dipinse un bellissimo Sole, era brava e veloce, poi arricchì il cielo blu di nuvole, qualche fiocco di neve.
"Inverno!" esclamò il ragazzo-foca.
Tutore Carl chiese a Saia: "Dice il vero?", lei annuì e prese posto accanto a Lena.
Inverno? Che scelta banale.
Saia era bassina e portava i capelli scuri corti fino al mento, aveva un grazioso nasino a punta e le guance rosee: una bambolina.
"Sei pensierosa oggi, capisco che il decimo di pittura sia noioso ma fa almeno finta di ascoltare il tutore, o manderà a dire ai tuoi genitori che non ti applichi" - "penso alla sommossa di stanotte, credo che tu ne abbia sentito parlare" - "i miei me lo hanno detto mentre facevamo colazione. Dove sperano di andare quei popolani? Da quello che so nemmeno sono riusciti a entrare a palazzo, avete mura molto resistenti" - "in città si dice che non siano entrati?" - " così mi hanno detto i miei".
"Voi due, smettetela, abbiate decenza!", esclamò il tutore Carl, e Lena e Saia finirono le loro chiacchiere.
Terminate le lezioni la figlia del governatore fece in modo di evitare tutti, compresi Carmin e Saia, e velocemente si incamminò verso Via delle ossa, che era gremita di persone, tutti parlavano tra loro animatamente, e lei non conosceva nessuno, qualche faccia le sembrava di averla vista alla festa della pesca, ma non ne era sicura.
Riuscì a captare qualche parola, parlavano di sommossa, di ingiustizia, di prigione, qualcuno piangeva, qualcuno sbraitava...nessuno la notò.
Arrivò da lui e vedendolo tirò un sospiro di sollievo.
Jude stava riordinando su un bancone di legno alcuni vasi.
"Lieta di vederti".
Lui alzò lo sguardo, gli occhi chiari erano freddi come il ghiaccio, contornati da occhiaie. I capelli unticci e una barba scura si affacciava dalle gote.
"Io no, possa la madre delle genti perdonarmi".
Un simile atto di scortesia non era da Jude.
"Per quale motivo?", gli chiese balbettando.
"Io stanotte non ho partecipato alla sommossa, per due giorni ho supplicato i miei genitori di non prendervi parte...non è servito a nulla. Sono stati tra i primi a marciare.
Non ti sei accorta di niente? La tua stanza da letto è lontana dai rumori?".
"Ho sentito molta confusione questa notte, ma è durata assai poco! In breve tempo c'è stata la pace, deve esserci stata una resa o quantomeno un..." - "NON C'E' STATO NIENTE LENA! SMETTILA DI FARE L'INGENUA!".
La spaventò.
"centocinquantadue persone stanotte sono entrate nel tuo bellissimo palazzo e nessuno ne è uscito. Quella merda di tuo padre tiene tutti in qualche strana prigione sotto terra o forse sulla sommità del palazzo o che cazzo ne so io...".
Lena ebbe un mancamento, nonostante il freddo cominciò a sudare.
"Se è così io ci parlerò...cercherò di trovare una soluzione, te lo prometto."
Lui non la stava guardando, borbottava qualcosa di indistinto.
"Mia madre e mio padre a uno come tuo padre lo vorrebbero vedere galleggiare nel Lago di sinistra, morto. Sanno che parlo con te, che siamo qualcosa di simile a due amici, e l'hanno presa bene, ma non esiterebbero a farti galleggiare accanto al governatore solo per quello che rappresenti. Io ti saluto e ti parlo, sono cordiale con te, ma non posso essere più tuo amico e non posso parlarti ancora, siamo inconciliabili, io il Lago di destra e tu il Lago di sinistra".
"Farò in modo che i tuoi genitori vengano liberati, hai la mia parola".
Ma lui non l'ascoltava.
"Non ho più niente, se non il mio orto e questo angolo dove vendere queste erbe senza valore. Tu non puoi capirmi, mi possono capire quelli che come me dentro il tuo palazzo hanno il padre, la madre, lo zio, il cugino... la donna che amano".
"Ger ha preso parte alla sommossa?"
Jude la guardò, le guance rigate di lacrime.
"Sì".
Lena lo lasciò lì a piangere e corse verso casa, entrò dalla porta sfondata senza frasi di rito.
Carol stava passeggiando nel salone mentre beveva una tisana calda, avvolta in una pelliccia candida come la neve.
"Dov'è mio padre".
"Oh, sei tornata, gradirei almeno che tu mi salutassi".
Lena avanzò verso sua madre.
"Dimmi dove sta mio padre, voglio vederlo subito".
Carol cominciò a piangere, gettando la tisana a terra.
La tazza in terracotta si frantumò.
"Se ne è andato, agli isolotti della sorte per gestire di persona i lavori...la città è in rivolta e lui fugge, tutti ci odiano Lena! Tutti!".
La donna si gettò a terra, straziata e a sua figlia fece pena, l'aiutò a rialzarsi, la fece accomodare su una delle poltrone della sala e le servì un bicchiere colmo d'acqua.
"Non volevo ti spaventassi, perdona la mia reazione se puoi".
"Dove sono le centocinquantadue persone che sono entrate nel palazzo stanotte?" - "Ero convinta fossero nel sottoscala, così non appena stamattina sei uscita sono andata a controllare: non c'è nulla là sotto, solo libri vecchi. Così ho controllato ogni stanza del palazzo. Qui ci siamo solo io, te e la domestica, posso assicurartelo.
Non so dove li abbia nascosti, e ho paura che qualcuno venga presto a cercarli".

Continua a leggere: SETTIMO EPISODIO.

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