martedì 12 settembre 2017

Episodio 7: La donna di altre lande

Se non hai letto la prima parte eccola qui: Prima parte.
E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.
E la sesta: Sesta parte.


La neve lo aveva chiuso dentro casa quella notte.
Montagne di quella gelida sostanza gelida e candida gli avevano chiuso la porta di casa da fuori. Jude si mise a scavare con la vecchia pala di suo padre, facendosi largo, prese il suo sacco di piantine e a dispetto delle intemperie andò a guadagnarsi la sua pagnotta.
Dalla notte della sommossa erano passate due intere giornate, la sera precedente il governatore aveva fatto lasciare da un emissario delle pergamene sotto ogni porta con un avviso che recitava: "Importante adunanza in Piazza dei Fiori un decimo prima che tramonti il Sole".
In città si parlava di attaccare di nuovo il palazzo, di fare giustizia, riprendersi le persone rinchiuse là dentro, e stavolta Jude ci sarebbe andato di persona: basta scherzare, basta fare il debole della situazione, lui lo avrebbe fatto per i suoi genitori e per Ger.
Non vederla lo faceva stare male e temeva che la ragazza fosse ridotta alla fame e trattata come una prigioniera.
Lei era una che si faceva notare, sempre bella e pulita, immaginarla in una cella era quasi innaturale.
Avevano deciso che sarebbero passati dal sottosuolo.
In diverse abitazioni di Middle Town erano state costruite delle celle sotterranee, in cui molti nascondevano provviste, denaro o beni di diverso tipo.
Il capo arciere aveva una di queste celle nella sua abitazione al limitare della radura e diversi uomini avevano cominciato a scavare un tunnel che li avrebbe ricondotti direttamente alle sale sotterranee del Palazzo del governatore. 
Sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Allo stesso tempo però tutti fremevano ed erano curiosi di sapere cosa avrebbe detto il governatore durante l'adunanza.

Jude sistemò la sua merce e attese i clienti, totalmente avvolto nei pensieri.
La neve sembrava stesse cessando.
"Una giornata bianca e gelida, non è vero Jude?"
La vecchia Cali lo guardò con affetto.
"Un inverno esageratamente freddo, ci avevano avvisato i saggi signora Cali" - "Non si vedeva un inverno così da anni! Dammi due ramoscelli di menta bianca, devo farmi la tisana per la testa" - "Ancora mal di testa?"- "Una condanna, i guaritori mi hanno detto che molto probabilmente me lo porterò avanti finché non cadrò tra le braccia della Madre delle genti".
La vecchia Cali era molti anziana, bassissima e avvolta da un lungo telo di lana bianca.
Sembrava lei stessa un grosso fiocco di neve. 
La clientela di Jude era composta da donne e la maggior parte di loro erano anziane che gli raccontavano la loro vita, le loro esperienze, e mentre la vecchia Hanna gli parlava dei suoi problemi di stipsi si avvicinò al suo misero bancone una ragazza dai capelli a caschetto e il naso a punta, la faccia curiosa.
Congedata la vecchietta si rivolse a quella tipetta che scrutava attentamente la sua merce.
"C'è qualcosa che può esserti utile?" - "esattamente cosa vendi, fiori? Droghe?" - "No... spezie".
"I ragazzi della mia casta dicono che le persone comprano le tue erbe perché fanno provare sensazioni simili alla felicità".
Jude si costrinse di non ridere.
"Mi spiace ragazza, non ho quel tipo di...erbe".
"Mi interessa poco, non sono qui per questo. Tu come ti chiami giovane mercante?" - "Sono Jude" - "Io sono Saia. Una volta Lena la figlia del governatore ha portato a tutto il gruppo studio dei ramoscelli di questa pianta" indicò del rosmarino delle nevi "diceva che fosse buonissimo con la carne, ed aveva ragione".
Aveva comprato da lui quei ramoscelli.
"Tu la conosci?" - "Io? Solo di vista, passa qui davanti quando torna a casa".
Saia lo guardò curiosa, poi arrossì e cominciò a fissare i suoi stessi piedi.
"E' molto che non la vedi? Non è venuta a nessuna delle lezioni di oggi, ed è molto strano".
Lena non usciva di casa da quando aveva parlato con lui il giorno prima. Era reclusa dentro il palazzo e lui ogni tanto, guardando dietro di sé, sperava di poterla vedere arrivare.
Lui avrebbe voluto odiarla, ma non c'era verso, provava affetto per la figlia del governatore ... e questo lo faceva sentire sporco.
"Se la dovessi vedere dille di farsi viva, molto presto ci saranno le prove di scrittura ed è necessario che lei si eserciti" - "Perché non vai tu stessa a dirglielo, il palazzo è qui dietro" - "No, non mi piacciono i suoi genitori, gente strana". 
Saia si congedò con un sorriso, poi ci furono i tamburi.
Adunanza.

Il governatore non teneva mai delle adunanze, l'ultima era stata tanto tempo prima per decidere se abbattere le abitazioni dei commercianti senza prole deceduti o se darle in uso ai poveri.
Erano state abbattute.
Jude sistemò le piante e, sacco in spalla, raggiunse la Piazza insieme ai suoi concittadini, suo cugino Matt gli si accostò e sussurrò: "abbiamo intenzione di annuire a qualsiasi stronzata dirà oggi quel cretino, tanto abbiamo un validissimo piano b" -"Non parliamone Matt, non sai mai se puoi fidarti di chi hai intorno".
Erano a centinaia ammassati nel luogo dell'adunanza, tutti impazienti, tutti che avevano appena finito di lavorare e molti appena smesso di scavare, tutti parlavano piano, generando un fastidioso brusio.
Il governatore si affacciò alla finestra del casale centrale, gli abiti verdi smeraldo e il cappello di telo nero, accanto a lui c'era una donna meravigliosa che indossava un lungo abito di seta blu come la notte e i capelli neri lunghi e liscissimi.
"Popolo".
Il brusio finì.
"Vi ho chiamato a raccolta in questa piazza per chiarire con voi diversi punti e diverse questioni che credo vi abbiano mandato in confusione negli scorsi due giorni".
Silenzio.
"Avete generato un odio nei miei confronti legato alla mia volontà di investire oro nella costruzione dei nuovi appartamenti nel Lago di destra. Un odio immotivato e che io non sono mai riuscito a comprendere. So che alcuni di voi hanno subìto molto l'aumento delle tasse, e me ne dispiaccio, ma il vostro sacrificio ha permesso ai lavori di proseguire e di costruire case per i vostri figli, posti di lavoro per loro e per i vostri nipoti. Middle Town è una città chiusa, fredda, io la sto aprendo al futuro, la sto spingendo verso l'orizzonte e voi come mi ringraziate? Attaccando il mio Palazzo."
Jude guardò i volti dei suoi concittadini, la maggior parte di loro aveva abbassato lo sguardo.
"Le centocinquantadue persone che due giorni fa hanno invaso la mia abitazione sono trattate oserei dire...come ospiti. Vivono nelle numerose stanze che si trovano nel sottosuolo, mangiano abbondantemente, hanno possibilità di lavarsi, di condividere momenti di gioia tutti insieme...ma tuttavia non meritano ancora di tornare alle proprie abitazioni, e questo per un periodo di tempo equivalente ad una stagione intera."
Tutti urlarono, qualcuno tirò sassi verso il governatore e quella strana donna che stava accanto a lui.
Lui sorridendo lasciò la parola alla signora.
"Middletowniani!".
Nessuno parlò più. Jude si sentì come assopito.
"Sono Erin, provengo da lande lontane, non sono mai stata qui, ma so governare. So come comportarmi, ed è per questo che manderò avanti la città mentre il governatore sarà impegnato a seguire la costruzione delle nuove abitazioni, sono notoriamente magnanima e non esiterò a ricevervi proprio in questa piazza ogni mattina per aiutarvi, e potrei anche decidere di far tornare a casa i vostri amici e familiari prima dello scadere della condanna. Bontà chiama bontà e sono certa che i miei buoni gesti eviteranno che vi lasciate condurre dall'ira."
Sembravano tutti assopiti, tutti ipnotizzati da Erin, Jude si stropicciò gli occhi.
"Vi lascio, vi aspetto qui domani mattina per ogni chiarimento".
Tutti, lentamente, tornarono presso la loro abitazione.

Ecco l'ottava Parte: Episodio 8




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