domenica 31 dicembre 2017

Episodio 16: Padre e figlia

Se non hai letto la prima parte eccola qui: Prima parte.
E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.
E la sesta: Sesta parte.
E la settima: Settima parte.
E l'ottava parte: Ottava parte.
Ed ecco la nona: Nona Parte.
E la decima: Decima parte.
E l'undicesima: Undicesima parte.
E la dodicesima: Dodicesima parte.
E la tredicesima: Tredicesima parte. 
E la quattordicesima: Quattordicesima parte
E la quindicesima: Quindicesima parte




Buio.
Poi il silenzio assoluto. Lena camminava sulla riva del Lago di sinistra, respirando a fatica, i piedi nudi affondavano nel terriccio.
un leggero vento le soffiava sul viso, poi lo notò, era lontano ma già riusciva a riconoscerlo ... suo padre avanzava verso di lei con passo lento.
Da quanto non lo vedeva? Un tempo incalcolabile. Alzò la mano per salutarlo, lui fece lo stesso. Lena non aveva una grande stima nei confronti del padre, lui era un uomo duro, chiuso, fatalista...ma non poteva che farle bene vedere un viso conosciuto in quella terra dimenticata dal mondo.
"Padre" disse, e poi se lo trovò davanti.
Lui indossava una lunga tunica color latte, i piedi nudi proprio come lei, la testa totalmente calva, sembrava una visione sovrannaturale.
"Lena, che ci fai qui..." - "Mi hai sempre raccontato solo storie sul Lago di sinistra...mi avete detto oltre la sua riva non c'era nulla, solo morte, invece su quest'isola c'è vita" - "tu questa la chiami vita? Le persone qui recluse si limitano ad esistere, nessuno di loro tornerà mai a casa".
"Le persone possono pentirsi...possono comprendere dai loro errori, ribellarsi è stato un errore!" - "lo è stato, è vero...e non esiste nessuno che compie un solo errore nella vita. Se queste persone torneranno a Middle Town aspetteranno il pretesto per vendicarsi, sediamoci figlia mia".
Lena, silenziosa e pensierosa si accomodò sulla sabbia e ne sentì il tocco sulla fine veste, il governatore si accomodò accanto a lei.
"Perché quella Erin mi ha portato qui..." - "per tenerti lontana da Middle Town, è talmente ovvio ed evidente...mi rammarico davvero molto che tu non te ne sia accorta, sei sempre stata una ragazza intelligente, con un cervello sviluppato ed un intuito da fare invidia a qualunque quindicenne della città" - "perchè non mi hai consigliato? Sei mio padre!" - "Erin non è una donna...ella è un'incantatrice che viene dal sud del mondo, con le arti delle polveri e dello sguardo riesce a convincere le persone a fare ciò che a lei più aggrada, con te non l'ha fatto, tu ti sei fidata davvero. Il suo piano è sgombrare Middle Town e farvi trasferire le persone del suo villaggio a sud, lì le temperature si sono alzate e sembra che la Madre delle genti abbia la volontà di farli tutti morire di sete e di fame".
"Erin un'incantatrice..." - "io stesso sono stato sua vittima, fin dal primo momento che l'ho vista, mi ha ammaliato, conquistato e mi ha recato piaceri quasi disumani".
Lei, riuscendo a provare solo nausea e continuando ad avere il respiro affannato, sussurrò: "che posso fare..." - "è la tua città. Trova un modo per salvarla, torna a casa tua. Qui ci sono delle persone di buon cuore, potrebbero aiutarti" - "e che potrei fare una volta lì? Come posso competere con una donna che incanta le persone? Io a Middle Town sono sola" - "e il barbone?" - "il barbone ora ha impegni più grandi: sarà padre" - "gli dei di ogni epoca lo malediranno per questo oltraggio, stanne certa" - "smettila..." - "di fare cosa" - "di pensare che siamo tutti dannati, l'unico dannato sei tu. Governatore di una città in rovina, lasciata in mano ad una strega, fai qualcosa tu, adesso! Torna a casa!".
Cominciò a piangere, il viso tra le mani, suo padre la strinse.
"Vorrei tornare, ma non posso, di me non è rimasto nulla".
"Bugiardo! Sei qui davanti a me e mi parli! Forse non ti è rimasto molto coraggio!".
Si alzò, infuriata, fece un respiro profondo : "io torno da Jude e Ger, dirò loro quello che mi hai detto! Non voglio vederti più".
Il governatore le voltò le spalle e si avvicinò pian piano all'acqua, vi mise un piede dentro" - "sei impazzito? L'acqua ti consumerà!" - "l'acqua mi ha già consumato".
Il padre la guardò di nuovo, il viso scheletrico, i denti scoperti.
Egli era divenuto un cadavere.
"Erin m'ha ucciso".

Luce.
Lena aprì gli occhi, tossì forte, il curatore l'aiutò a mettersi seduta.
"Sei svenuta, tranquilla, ci siamo noi con te", l'uomo le asciugò la fronte con un panno umido - "hai avuto un incubo" - "nessun incubo, ho visto mio padre".
Fece un respiro profondo.
"Mio padre è morto, l'hanno gettato nel Lago di sinistra, dovete aiutarmi a tornare a Middle Town, la mia città sta per cessare di esistere"

La nuova parte sarà online l'11 Gennaio!
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lunedì 4 dicembre 2017

Episodio 15: Il dono della Madre delle genti

Se non hai letto la prima parte eccola qui: Prima parte.
E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.
E la sesta: Sesta parte.
E la settima: Settima parte.
E l'ottava parte: Ottava parte.
Ed ecco la nona: Nona Parte.
E la decima: Decima parte.
E l'undicesima: Undicesima parte.
E la dodicesima: Dodicesima parte.
E la tredicesima: Tredicesima parte. 
E la quattordicesima: Quattordicesima parte


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Il percorso fino agli edifici fu sgombro di ostacoli, era ormai quasi buio, e loro due camminando non si scambiarono nemmeno una parola.
Lena non avrebbe saputo cosa dire al suo innamorato atipico.
Era riuscita a strappargli un bacio, ma a cosa era servito? Non avrebbe portato nel cuore nient'altro di lui, era la sua più grande delusione. Jude camminava dietro di lei, intrappolato nei pensieri così come lo era Lena, aprì bocca per farle una singola domanda: "Lena, ricordi cosa ci ha detto Ger? Prima di andare via vorrei parlarle, vorrei chiederle anche dove siano i miei genitori, ci ha detto che ci saremmo incontrati al recinto dei volatili una volta calato il Sole".
Lena si arrestò, voltandosi a guardarlo. Aveva dimenticato le parole di Ger.
"Non posso negarti di salutare i tuoi genitori, anche se non credo che riuscirà ad uscire senza farsi notare...".
Lena era convinta che Ger vivesse separata dal resto delle persone in quanto malata.
Era sempre stata quella la regola delle persone: chi è malato non deve compromettere la salute degli altri e deve guarire o morire in disparte. Erano ormai vicini al posto dove avevano incontrato la ragazza qualche decimo prima.
La videro poggiata al muro, illuminata a stento da una candela che portava in mano, quando li notò il sorriso che fece fu meraviglioso.
Era così fragile e sola che non poteva non suscitare un po' di compassione o tenerezza, ma Lena si mantenne seria.
"Sono contenta di vedervi, ma allo stesso tempo speravo che foste già riusciti ad andare via. Seguitemi".
"Dove ci porti tesoro?" - "Il mio curatore è una persona buona e gli ho raccontato chi siete e chi vi ha portato qui, vuole vedervi, vi aiuterà lui ad andarvene!". Gli occhi di Ger, meno spenti di quando l'avevano vista alla luce del Sole, dicevano il vero.
Lena le chiese: "è molto distante il posto dove si trova il tuo curatore?" - "non molto, seguitemi, se notiamo qualcuno che esce dagli alloggi e ci segue spengo la candela".
Fidandosi di Ger la seguirono, in assoluto silenzio, sembrava che il mondo si fosse fermato su quell'isola : nessuno usciva, nessuno parlava.
"Qui appena tramonta il Sole vige l'obbligo di stendersi sui giacigli, sia che si dorma sia che non si dorma, anche se è meglio riposare in previsione del lavoro dell'indomani" - "vedo che stai meglio Ger, mi fa piacere" - "non mentire Lena, so che mi odi, così come io odio te, comunque hai visto bene, mi sto riprendendo, la mia era una banale malattia".
Non incontrarono nessuno, una volta arrivati davanti ad una piccola casupola Ger bussò quattro volte, aprì un signore dallo sguardo gentile e i capelli lunghi.
Jude subito disse: "ci permettete di..." -"entrate alla svelta", una volta dentro furono investiti da un intenso calore che fece loro ricordare quanto facesse freddo lì fuori.
Prese dei teli di lana e glieli avvolse attorno alle spalle, guardandoli con sguardo compassionevole.
"Gertrude, ma Lena e Jude sono dei bambini, lei quanti anni ha...tredici?" - "La sua domanda è molto cortese, ne ho quindici".
Il curatore prese due tazze di una tisana molto calda e li diede in mano a Jude e Lena, invitandoli a sedersi su una panca di legno.
"Una gentilezza unica...", sussurrò Jude, e il curatore scoppiò a ridere esclamando: "è sconvolgente come le vostre maniere cordiali siano del tutto automatiche, vi crescono bene a Middle Town, Ger però è diversa" - "sono sempre stata diversa".
"Bevete pure la tisana, io se me lo permettete vi spiegherò alcune questioni...".
Lena assaporò quella caldissima tisana al sapore di mele e in lei si riaccesero tutti i sensi, quell'uomo le ispirava fiducia, le sembrava avere ottime intenzioni , si sentì rilassata, per qualche istante.
"Gertrude si trova qui perché ha bisogno di essere seguita da un curatore, si trova in uno stato particolare" - "una malattia dello stomaco, ma prima o poi finirà? Cosa può dirci curatore?" - "finirà presto".
Jude sorrise, tendendo la mano a Ger, che la prese, arrossendo.
"Stanotte dormirete qui, con noi, domani andrete a parlare coi capi del posto, tu, Lena sei la figlia del governatore di Middle Town, non ti faranno mai del male, ed è probabile che acconsentano a farti tornare a casa" - "lo spero, ho delle preoccupazioni davvero grandi...devo parlare con Erin e capire perché abbia voluto lasciarmi qui, farmi vedere tutto questo, capire quando le persone della mia città torneranno a casa..." - "in quanto a Jude, tu...ragazzo, sei intenzionato a tornare a casa?" Lena sperò che rispondesse di sì.
"Non lo so...vorrei prima capire come stanno i miei genitori e sapere quando torneranno" - "c'è anche altro che devi sapere, la tua innamorata non ha una vera e propria malattia, lei si trova in stato di gravidanza".
I due ragazzi guardarono il curatore con sguardi dubbiosi.
Jude chiese: "di che si tratta?" - "Gertrude, penso che sia giusto che glielo dica tu".
Ger, stranamente con sguardo basso e gambe tremanti, esordì con: "ti ricordi quel giorno dietro alla siepe? Quando ci stavamo avvicinando senza che nessuno ci vedesse? Quel giorno la Madre delle genti ha messo in viaggio per noi un bellissimo bambino, che ha iniziato la sua vita nel mio grembo e presto sarà qui, con noi".
"Quello che dici è indecente Ger", Lena non ce la fece a trattenersi - "non ci credo, Jude non ti avrebbe mai avvicinata prima di diventare tuo marito, è inverosimile!" - "è indecente quello che dico, è indecente quello che ho fatto, ma se sono macchiata di colpa io allora lo è anche lui!".
Jude non riusciva a parlare, gli tremavano le labbra.
Il curatore si intromise: "non è una maledizione, è solo un bambino, Gertrude per evitare lo scandalo ha deciso di crescere suo figlio qui, sarà al sicuro e verrà protetta da me, tu invece Jude, che farai? Domani andrai a chiedere di poter tornare a casa o rimarrai qui con la tua amata?".
Lena, piangente, si mise il viso tra le mani, e Jude, in quel momento rispose: "rimango qui con lei e con il bambino che nascerà".
Lena vide tutto nero, si sentì mancare e cadde a terra.

Ecco la sedicesima parte: EPISODIO 16