E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.
E la sesta: Sesta parte.
E la settima: Settima parte.
E l'ottava parte: Ottava parte.
Ed ecco la nona: Nona Parte.
E la decima: Decima parte.
E l'undicesima: Undicesima parte.
E la dodicesima: Dodicesima parte.
E la tredicesima: Tredicesima parte.
E la quattordicesima: Quattordicesima parte
Hai aperto il blog da PC O TABLET?
Allora va in alto a destra e vota il tuo personaggio preferito!
Il percorso fino agli edifici fu sgombro di ostacoli, era ormai quasi buio, e loro due camminando non si scambiarono nemmeno una parola.
Lena non avrebbe saputo cosa dire al suo innamorato atipico.
Era riuscita a strappargli un bacio, ma a cosa era servito? Non avrebbe portato nel cuore nient'altro di lui, era la sua più grande delusione. Jude camminava dietro di lei, intrappolato nei pensieri così come lo era Lena, aprì bocca per farle una singola domanda: "Lena, ricordi cosa ci ha detto Ger? Prima di andare via vorrei parlarle, vorrei chiederle anche dove siano i miei genitori, ci ha detto che ci saremmo incontrati al recinto dei volatili una volta calato il Sole".
Lena si arrestò, voltandosi a guardarlo. Aveva dimenticato le parole di Ger.
"Non posso negarti di salutare i tuoi genitori, anche se non credo che riuscirà ad uscire senza farsi notare...".
Lena era convinta che Ger vivesse separata dal resto delle persone in quanto malata.
Era sempre stata quella la regola delle persone: chi è malato non deve compromettere la salute degli altri e deve guarire o morire in disparte. Erano ormai vicini al posto dove avevano incontrato la ragazza qualche decimo prima.
La videro poggiata al muro, illuminata a stento da una candela che portava in mano, quando li notò il sorriso che fece fu meraviglioso.
Era così fragile e sola che non poteva non suscitare un po' di compassione o tenerezza, ma Lena si mantenne seria.
"Sono contenta di vedervi, ma allo stesso tempo speravo che foste già riusciti ad andare via. Seguitemi".
"Dove ci porti tesoro?" - "Il mio curatore è una persona buona e gli ho raccontato chi siete e chi vi ha portato qui, vuole vedervi, vi aiuterà lui ad andarvene!". Gli occhi di Ger, meno spenti di quando l'avevano vista alla luce del Sole, dicevano il vero.
Lena le chiese: "è molto distante il posto dove si trova il tuo curatore?" - "non molto, seguitemi, se notiamo qualcuno che esce dagli alloggi e ci segue spengo la candela".
Fidandosi di Ger la seguirono, in assoluto silenzio, sembrava che il mondo si fosse fermato su quell'isola : nessuno usciva, nessuno parlava.
"Qui appena tramonta il Sole vige l'obbligo di stendersi sui giacigli, sia che si dorma sia che non si dorma, anche se è meglio riposare in previsione del lavoro dell'indomani" - "vedo che stai meglio Ger, mi fa piacere" - "non mentire Lena, so che mi odi, così come io odio te, comunque hai visto bene, mi sto riprendendo, la mia era una banale malattia".
Non incontrarono nessuno, una volta arrivati davanti ad una piccola casupola Ger bussò quattro volte, aprì un signore dallo sguardo gentile e i capelli lunghi.
Jude subito disse: "ci permettete di..." -"entrate alla svelta", una volta dentro furono investiti da un intenso calore che fece loro ricordare quanto facesse freddo lì fuori.
Prese dei teli di lana e glieli avvolse attorno alle spalle, guardandoli con sguardo compassionevole.
"Gertrude, ma Lena e Jude sono dei bambini, lei quanti anni ha...tredici?" - "La sua domanda è molto cortese, ne ho quindici".
Il curatore prese due tazze di una tisana molto calda e li diede in mano a Jude e Lena, invitandoli a sedersi su una panca di legno.
"Una gentilezza unica...", sussurrò Jude, e il curatore scoppiò a ridere esclamando: "è sconvolgente come le vostre maniere cordiali siano del tutto automatiche, vi crescono bene a Middle Town, Ger però è diversa" - "sono sempre stata diversa".
"Bevete pure la tisana, io se me lo permettete vi spiegherò alcune questioni...".
Lena assaporò quella caldissima tisana al sapore di mele e in lei si riaccesero tutti i sensi, quell'uomo le ispirava fiducia, le sembrava avere ottime intenzioni , si sentì rilassata, per qualche istante.
"Gertrude si trova qui perché ha bisogno di essere seguita da un curatore, si trova in uno stato particolare" - "una malattia dello stomaco, ma prima o poi finirà? Cosa può dirci curatore?" - "finirà presto".
Jude sorrise, tendendo la mano a Ger, che la prese, arrossendo.
"Stanotte dormirete qui, con noi, domani andrete a parlare coi capi del posto, tu, Lena sei la figlia del governatore di Middle Town, non ti faranno mai del male, ed è probabile che acconsentano a farti tornare a casa" - "lo spero, ho delle preoccupazioni davvero grandi...devo parlare con Erin e capire perché abbia voluto lasciarmi qui, farmi vedere tutto questo, capire quando le persone della mia città torneranno a casa..." - "in quanto a Jude, tu...ragazzo, sei intenzionato a tornare a casa?" Lena sperò che rispondesse di sì.
"Non lo so...vorrei prima capire come stanno i miei genitori e sapere quando torneranno" - "c'è anche altro che devi sapere, la tua innamorata non ha una vera e propria malattia, lei si trova in stato di gravidanza".
I due ragazzi guardarono il curatore con sguardi dubbiosi.
Jude chiese: "di che si tratta?" - "Gertrude, penso che sia giusto che glielo dica tu".
Ger, stranamente con sguardo basso e gambe tremanti, esordì con: "ti ricordi quel giorno dietro alla siepe? Quando ci stavamo avvicinando senza che nessuno ci vedesse? Quel giorno la Madre delle genti ha messo in viaggio per noi un bellissimo bambino, che ha iniziato la sua vita nel mio grembo e presto sarà qui, con noi".
"Quello che dici è indecente Ger", Lena non ce la fece a trattenersi - "non ci credo, Jude non ti avrebbe mai avvicinata prima di diventare tuo marito, è inverosimile!" - "è indecente quello che dico, è indecente quello che ho fatto, ma se sono macchiata di colpa io allora lo è anche lui!".
Jude non riusciva a parlare, gli tremavano le labbra.
Il curatore si intromise: "non è una maledizione, è solo un bambino, Gertrude per evitare lo scandalo ha deciso di crescere suo figlio qui, sarà al sicuro e verrà protetta da me, tu invece Jude, che farai? Domani andrai a chiedere di poter tornare a casa o rimarrai qui con la tua amata?".
Lena, piangente, si mise il viso tra le mani, e Jude, in quel momento rispose: "rimango qui con lei e con il bambino che nascerà".
Lena vide tutto nero, si sentì mancare e cadde a terra.
Ecco la sedicesima parte: EPISODIO 16
E la tredicesima: Tredicesima parte.
E la quattordicesima: Quattordicesima parte
Hai aperto il blog da PC O TABLET?
Allora va in alto a destra e vota il tuo personaggio preferito!
Il percorso fino agli edifici fu sgombro di ostacoli, era ormai quasi buio, e loro due camminando non si scambiarono nemmeno una parola.
Lena non avrebbe saputo cosa dire al suo innamorato atipico.
Era riuscita a strappargli un bacio, ma a cosa era servito? Non avrebbe portato nel cuore nient'altro di lui, era la sua più grande delusione. Jude camminava dietro di lei, intrappolato nei pensieri così come lo era Lena, aprì bocca per farle una singola domanda: "Lena, ricordi cosa ci ha detto Ger? Prima di andare via vorrei parlarle, vorrei chiederle anche dove siano i miei genitori, ci ha detto che ci saremmo incontrati al recinto dei volatili una volta calato il Sole".
Lena si arrestò, voltandosi a guardarlo. Aveva dimenticato le parole di Ger.
"Non posso negarti di salutare i tuoi genitori, anche se non credo che riuscirà ad uscire senza farsi notare...".
Lena era convinta che Ger vivesse separata dal resto delle persone in quanto malata.
Era sempre stata quella la regola delle persone: chi è malato non deve compromettere la salute degli altri e deve guarire o morire in disparte. Erano ormai vicini al posto dove avevano incontrato la ragazza qualche decimo prima.
La videro poggiata al muro, illuminata a stento da una candela che portava in mano, quando li notò il sorriso che fece fu meraviglioso.
Era così fragile e sola che non poteva non suscitare un po' di compassione o tenerezza, ma Lena si mantenne seria.
"Sono contenta di vedervi, ma allo stesso tempo speravo che foste già riusciti ad andare via. Seguitemi".
"Dove ci porti tesoro?" - "Il mio curatore è una persona buona e gli ho raccontato chi siete e chi vi ha portato qui, vuole vedervi, vi aiuterà lui ad andarvene!". Gli occhi di Ger, meno spenti di quando l'avevano vista alla luce del Sole, dicevano il vero.
Lena le chiese: "è molto distante il posto dove si trova il tuo curatore?" - "non molto, seguitemi, se notiamo qualcuno che esce dagli alloggi e ci segue spengo la candela".
Fidandosi di Ger la seguirono, in assoluto silenzio, sembrava che il mondo si fosse fermato su quell'isola : nessuno usciva, nessuno parlava.
"Qui appena tramonta il Sole vige l'obbligo di stendersi sui giacigli, sia che si dorma sia che non si dorma, anche se è meglio riposare in previsione del lavoro dell'indomani" - "vedo che stai meglio Ger, mi fa piacere" - "non mentire Lena, so che mi odi, così come io odio te, comunque hai visto bene, mi sto riprendendo, la mia era una banale malattia".
Non incontrarono nessuno, una volta arrivati davanti ad una piccola casupola Ger bussò quattro volte, aprì un signore dallo sguardo gentile e i capelli lunghi.
Jude subito disse: "ci permettete di..." -"entrate alla svelta", una volta dentro furono investiti da un intenso calore che fece loro ricordare quanto facesse freddo lì fuori.
Prese dei teli di lana e glieli avvolse attorno alle spalle, guardandoli con sguardo compassionevole.
"Gertrude, ma Lena e Jude sono dei bambini, lei quanti anni ha...tredici?" - "La sua domanda è molto cortese, ne ho quindici".
Il curatore prese due tazze di una tisana molto calda e li diede in mano a Jude e Lena, invitandoli a sedersi su una panca di legno.
"Una gentilezza unica...", sussurrò Jude, e il curatore scoppiò a ridere esclamando: "è sconvolgente come le vostre maniere cordiali siano del tutto automatiche, vi crescono bene a Middle Town, Ger però è diversa" - "sono sempre stata diversa".
"Bevete pure la tisana, io se me lo permettete vi spiegherò alcune questioni...".
Lena assaporò quella caldissima tisana al sapore di mele e in lei si riaccesero tutti i sensi, quell'uomo le ispirava fiducia, le sembrava avere ottime intenzioni , si sentì rilassata, per qualche istante.
"Gertrude si trova qui perché ha bisogno di essere seguita da un curatore, si trova in uno stato particolare" - "una malattia dello stomaco, ma prima o poi finirà? Cosa può dirci curatore?" - "finirà presto".
Jude sorrise, tendendo la mano a Ger, che la prese, arrossendo.
"Stanotte dormirete qui, con noi, domani andrete a parlare coi capi del posto, tu, Lena sei la figlia del governatore di Middle Town, non ti faranno mai del male, ed è probabile che acconsentano a farti tornare a casa" - "lo spero, ho delle preoccupazioni davvero grandi...devo parlare con Erin e capire perché abbia voluto lasciarmi qui, farmi vedere tutto questo, capire quando le persone della mia città torneranno a casa..." - "in quanto a Jude, tu...ragazzo, sei intenzionato a tornare a casa?" Lena sperò che rispondesse di sì.
"Non lo so...vorrei prima capire come stanno i miei genitori e sapere quando torneranno" - "c'è anche altro che devi sapere, la tua innamorata non ha una vera e propria malattia, lei si trova in stato di gravidanza".
I due ragazzi guardarono il curatore con sguardi dubbiosi.
Jude chiese: "di che si tratta?" - "Gertrude, penso che sia giusto che glielo dica tu".
Ger, stranamente con sguardo basso e gambe tremanti, esordì con: "ti ricordi quel giorno dietro alla siepe? Quando ci stavamo avvicinando senza che nessuno ci vedesse? Quel giorno la Madre delle genti ha messo in viaggio per noi un bellissimo bambino, che ha iniziato la sua vita nel mio grembo e presto sarà qui, con noi".
"Quello che dici è indecente Ger", Lena non ce la fece a trattenersi - "non ci credo, Jude non ti avrebbe mai avvicinata prima di diventare tuo marito, è inverosimile!" - "è indecente quello che dico, è indecente quello che ho fatto, ma se sono macchiata di colpa io allora lo è anche lui!".
Jude non riusciva a parlare, gli tremavano le labbra.
Il curatore si intromise: "non è una maledizione, è solo un bambino, Gertrude per evitare lo scandalo ha deciso di crescere suo figlio qui, sarà al sicuro e verrà protetta da me, tu invece Jude, che farai? Domani andrai a chiedere di poter tornare a casa o rimarrai qui con la tua amata?".
Lena, piangente, si mise il viso tra le mani, e Jude, in quel momento rispose: "rimango qui con lei e con il bambino che nascerà".
Lena vide tutto nero, si sentì mancare e cadde a terra.
Ecco la sedicesima parte: EPISODIO 16

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