Se non hai letto la prima parte eccola qui: Prima parte.
E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.
E la sesta: Sesta parte.
E la settima: Settima parte.
E l'ottava parte: Ottava parte.
Ed ecco la nona: Nona Parte.
Il sonno della ragazza fu agitato, tormentato, assente.
Dopo una notte di pianti e tremolii Lena decise di alzarsi, preparò una sacca con alcuni abiti, della biancheria e degli unguenti per lavarsi. Non sapeva quanto sarebbe stata via...se per un giorno o due o solo qualche decimo, tanto valeva premunirsi e portare l'occorrente per essere sempre presentabile.
Lui, Jude il ragazzo dagli occhi di ghiaccio che amava, lo straccione che vendeva spezie e che era rimasto senza donna e senza genitori, sarebbe andato con loro?
Era un dubbio che l'attanagliava, se avesse deciso di fidarsi di lei allora forse si sarebbero conosciuti veramente, senza le convenzioni e le buone maniere imposte dalla decenza, lei sarebbe stata se stessa.
E se avesse deciso che lei era solo una folle che non valeva la pena di seguire allora avrebbero chiuso per sempre.
Niente più soste al bancone delle spezie, niente più sorrisi, sguardi, brevi e timide chiacchierate, niente di niente, Lena avrebbe semplicemente cambiato strada per tornare a casa.
Jude piano piano sarebbe così sparito dalla sua vita.
La ragazza, sacca in spalla, scese le scale e raggiunse la cucina, si fece luce con una candela e trovato del pane e delle forme di formaggio, ripose tutto in un cestino appartenente alla madre la quale, ignara di tutto, riposava nella sua stanza.
Aprì lentamente il portone del palazzo ed uscì, nel gelido e ovattato silenzio del mattino.
Middle Town ancora dormiva, non si sentiva alcun rumore, il cielo si stava schiarendo pian piano... era quasi l'alba e Jude non c'era.
Erin la raggiunse dopo pochi istanti.
"Buongiorno carissima, pronta per partire?" - "Certo, ho preso abiti, provviste..." - "Provviste? Non ti serviranno, dove andiamo c'è da mangiare in abbondanza per te".
Erin indossava una pelliccia nera, lunga fino ai piedi e il capo era coperto con un cappuccio, non aveva alcuna sacca.
"Non ti porti nulla per il viaggio?" - "No, non ne avrò bisogno, insomma, sei pronta? Andiamo".
Lena si guardò intorno, di lui non c'era traccia.
"Se si fida di te verrà, altrimenti dimenticalo" - "è quello che penso anche io".
La governatrice la esortò a muoversi.
"Passeremo per Via delle ossa, dopo svolteremo per la Pineta dei giochi" - "andiamo verso il Lago di destra" - "possibile, voglio che tu lo scopra man mano".
La curiosità di Lena era mista alla delusione.
Passarono davanti al suo bancone vuoto e avvolto ancora dall'oscurità.
"Erin, sono contenta che tu abbia deciso di rispondere alle mie domande, mi ricorderò sempre di quello che hai fatto per me".
La donna sorrise, senza aggiungere altro.
Dopo qualche altro passo si arrestò, come se avesse sentito un rumore.
"Lena temo che qualcuno ci abbia scoperto".
Prese la ragazza per mano e si nascosero velocemente dietro una recinzione.
Li sentì anche lei, dei passi, ma non osò guardare.
"Lena, sei qui?".
"Tu rimani nascosta, esco io" le sussurrò Erin, per poi uscire in strada a passo svelto.
"...governatrice" - "ragazzo, hai bisogno di qualcosa?" - "Io ieri ho...ecco, ho parlato con Lena e lei mi ha detto che sareste partite all'alba, ho fatto tardi, purtroppo il ghiaccio mi impediva di aprire la porta di casa" - "il ritardo non è perdonabile, è offensivo e Lena è sicuramente molto irritata da tutto questo" - "lo so, se la mia presenza non è più gradita me ne torno a casa e basta..." - "la tua decenza è esemplare, allora ci vediamo ragazzo delle spezie" - "abbiate una splendente giornata".
Lena di corsa uscì allo scoperto.
"Non mi interessa se è in ritardo, può venire con noi. Io stessa sono spesso in ritardo" - "come governatrice ti invito a salutare educatamente chi hai davanti e a smettere si sparlare, la decenza è tutto".
Lena lo guardò.
Indossava una giacca marrone, un cappello di lana e dei vecchi stivali, la sacca che normalmente conteneva le sue spezie doveva esser stata riempita di provviste.
La guardò per un fugace istante e ... le sorrise.
"Non mi frega niente della decenza, che si fotta pure".
Erin esclamò: "hai perso le staffe giovane Lena...".
Si avvicinò pian piano a Jude.
"Ci sono delle regole che dovrai rispettare se intendi davvero venire con noi" - "ti ascolto" - "dovrai lasciare ogni forma di decenza qui, in questa via, quando ci saremo allontanati io voglio conoscere il vero Jude, non l'educato commerciante, voglio sapere come sei, cosa odi e cosa ami, cosa ti piace mangiare e cosa proprio non riesci ad assaggiare, cosa ti rende triste e cosa ti fa ridere".
Le sorrise di nuovo.
"Accetto".
Erin, nervosa disse: "Che venga pure con noi, ma sappi che non sono affatto d'accordo, il suo atteggiamento è stato irrispettoso" - "mi perdoni governatrice".
"Non credevo venissi..." gli sussurrò lei mentre a passi svelti percorrevano la via.
"Non ce l'avrei fatta a rimanere a casa senza far nulla e poi lo sai...lo sto facendo per amore", quello era davvero troppo, Lena sentì le farfalle nello stomaco agitarsi.
"Il mio amore per Ger è rimasto forte nonostante la distanza, non riesco a non pensare a lei".
Le farfalle si suicidarono.
"Lo so, siete molto uniti".
Continuarono a camminare, nel totale silenzio, passarono davanti alle botteghe, ancora chiuse, alle abitazioni ancora sprangate.
Finché la Via delle ossa finì ed Erin si fermò.
"Tutto bene ragazzi?", entrambi annuirono.
"La città si sta per svegliare quindi mi raccomando...fate silenzio e non parlate ad alta voce di quello che intendete fare.
Quando arriveremo presso il lago vi indicherò una piccola imbarcazione, tramite quella raggiungeremo il luogo dove si trovano i prigionieri".
"Sono nel bel mezzo del lago?" - "Su un'isola".
Erin si riferiva sicuramente ad uno degli isolotti della fortuna, suo padre sicuramente era andato lì a controllarli.
"Vi prego di seguirmi a basta, senza chiedere nulla, andiamo".
Erin proseguì, Lena scorse la Pineta dei giochi, attraverso la quale sarebbero passati.
Guardò Jude, ma lui sembrava assolto nei pensieri.
La governatrice pian piano sembrava allontanarsi dal piccolo bosco, come se stesse sbagliando direzione.
"Erin, stai andando dalla parte opposta, per arrivare verso il Lago di destra dobbiamo per forza passare per la Pineta", anche Jude parlò: "Una volta passata la Pineta basterà oltrepassare la Pietra della fortuna e saremo vicini alla Piccola baia dei pescatori".
"Noto con piacere che conoscete la città. Lena devo chiederti perdono, mi repelle dover ammettere di averti mentito. Noi non passeremo per la Pineta, l'ho detto solo per non farti preoccupare, noi guaderemo il Ruscello di sale e alla sua foce troveremo la piccola imbarcazione".
Lena non aveva parole.
"Ma noi non...non possiamo andare lì, è una zona pericolosa, per quale motivo la tua imbarcazione si trova vicino al Lago di sinistra?".
"Perché è lì che andremo".
Ecco come va avanti... EPISODIO 11.

Intrigante ... mi piacerebbe approfondire di più alcuni personaggi.... capitoli troppo brevi ���� voglio leggere di più �� non vedo l'ora di 'visitare' il lago di sinistra.....
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