Se non hai letto la prima parte eccola qui: Prima parte.
E poi ecco la seconda : Seconda parte.
E la terza: Terza parte
E la quarta: Quarta parte.
E la quinta: Quinta parte.
E la sesta: Sesta parte.
E la settima: Settima parte.
E l'ottava parte: Ottava parte.
Ed ecco la nona: Nona Parte.
E la decima: Decima parte.
I loro piedi camminarono nell'acqua ghiacciata del Ruscello di sale, tenevano tutti e tre le scarpe in mano, mentre Jude sussurrava "moriremo, moriremo, di una morte lenta e dolorosa", senza tuttavia tornare indietro.
"Ragazzo, cosa ti rende così convinto che qualsiasi cosa venga a contatto con l'acqua del Lago di sinistra muoia? Mi sembra che tu sia ancora vivo, o può anche darsi che il tuo cadavere sappia parlare, visto che non rimani zitto un solo istante".
"Lo sanno tutti governatrice! Dei ragazzi all'inizio dei tempo hanno fatto il bagno qui dentro e sono rimasti senza sangue, e non troppe epoche fa un bambino perse un piede perché venne a contatto con quest'acqua maledetta" - "allora perché stai guadando questo ruscello maledetto, che sfocia in quel lago maledetto dove la l'acqua è maledetta?".
Jude cominciò a ridere in modo isterico : "perché non ho nulla da perdere".
La nebbia li avvolgeva, a stento riuscivano a vedere l'uno il viso dell'altra. Anche Lena aveva paura, ma aveva preferito non parlare.
"Vi dirò cosa so io ragazzi, è vero che in passato l'acqua di questo lago ha causato delle vittime, più di quelle che immaginate, tutti lo evitano come se fosse velenoso...e fanno bene. Contiene una pericolosa tossina corrosiva che è impossibile da sradicare".
"MORIREMO!" urlò Jude.
"No che non morirai, imbecille, se siete con me non correte nessun rischio, so come limitarne gli effetti, non mi potete vedere a causa della nebbia ma vi precedo gettando in acqua una polvere a base organica che inibisce la tossina".
Lena si avvicinò a Jude.
"Non morirai, al massimo rimarrai senza i piedi", la guardò disperato - "come posso vivere senza piedi?".
Era davvero tenero e spaventato.
Lena invece, senza saperne l'esatta ragione, si fidava ciecamente di Erin.
Trovarono l'imbarcazione dopo quasi un decimo di cammino nell'acqua tossica e ghiacciata.
Era di modeste dimensioni e in legno scuro, al suo interno vi erano due remi.
"L'ho preparata da giorni, ci stava aspettando".
Lena sentiva non sentiva più i piedi, e si rese conto di avere diversi tagli dovuti al freddo.
Di corsa indossò di nuovo le scarpe.
Jude invece se li toccava, come se si aspettasse che gli fossero caduti.
"Ragazzo delle spezie, remerai tu?", Jude annuì, asciugandosi le lacrime con la manica.
Cominciava ad albeggiare mentre si lasciavano le rive del lago alle spalle.
"Vi chiedo di non fare domande e di non parlare fino al nostro arrivo, ho bisogno di riposare occhi e orecchie, quando noterete qualcosa in lontananza avvertitemi e io farò in modo di non sbagliare rotta, questo gruppo deve arrivare a destinazione".
"Sei stanco?", gli chiese sussurrando Lena dopo un bel po' che remava - "no, in questo modo mi riscaldo".
I capelli lisci e disordinati di Jude erano mossi dal vento, gli occhi di ghiaccio stanchi ma vigili, la poca barba sulle gote gli dava un'aspetto più adulto.
"Lena non potrò mai dimenticare tutto questo. La mia vita è sempre stata tutta uguale, densa di fatica, rispetto per i miei genitori, lavoro... diciamo che l'amore per Ger mi ha dato uno stimolo in più. Mi ha permesso di trovare il coraggio di trasgredire qualche regola" - "di cosa parli?" - "oh, non di cose da adulti, tranquilla. Ger sembra una ragazza molto spavalda e noncurante del valore della castità, ma è solo una maschera che indossa. Nasconde un' indole molto pudica".
Lena sapeva che Ger non era nè casta nè pudica, ma annuì accondiscendente per non offendere Jude.
"Le regole le sto trasgredendo tutte oggi. Non sono andato a lavorare, mi sono allontanato dalla città e...non l'ho detto a nessuno".
La ragazza vide qualcosa in lontananza, qualcosa che si ergeva su quella densa e scura acqua, sembrava un grosso scoglio.
"Erin, vediamo qualcosa in lontananza!", esclamò, e la governatrice si destò immediatamente, strappò di mano i remi al ragazzo e prese il controllo della situazione.
"In breve saremo arrivati, da adesso vi prego di fare silenzio, non siamo attesi sull'isola, non creiamo momenti spiacevoli".
Mentre Erin remava i due ragazzi si guardarono dubbiosi.
Oltrepassato lo scoglio videro una terra pianeggiante, Jude chiese sussurrando: "è quella l'isola?", la governatrice annuì.
Raggiunsero la spiaggia in pochi attimi.
"Scendete, forza! Non siate lenti e goffi!".
I due di corsa si gettarono sulla terraferma, sacche in spalla.
"E tu Erin?" chiese Lena.
"Io non rimarrò, vi auguro una buona permanenza. Torno a fare il mio lavoro a Middle Town".
In un attimo Erin si era allontanata.
Jude istintivamente fece per seguirla, facendo due o tre passi veloci nell'acqua, poi urlando tornò indietro.
"Le mie scarpe! Ho solo queste!".
Il lago aveva consumato una parte delle scarpe di Jude.
"Ci hai ingannati Erin! Non puoi abbandonarci qui!".
Erin, ormai in lontananza, si portò l'indice alla bocca, fece l'occhiolino e poi smise di guardarli.
Velocemente, come solo una rematrice esperta può fare, sparì in lontananza.
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Che Erin era falsa e subdola si era capito...come hanno fatto a fidarsi di lei....secondo me anche il governatore della città è sotto il suo controllo....
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